La Storia

Atto Costitutivo del
"Corpo dei Guastatori"

Determinazioni e disposizioni per la formazione del Corpo dei Guastatori (originale custodito presso l'Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio)

Disposizioni per la formazione del
Corpo dei Guastatori

Torino 21 gennaio 1793

Guastatori nella storia

Il termine “Guastatore” ha radici molto profonde legate alla stessa origine dell’Arma del Genio e ci fa risalire alle tracce di tecnicismo militare presenti nelle guerre fino dalla prima età della storia dell’uomo .

Già nell’epoca romana il tecnicismo militare prevede, vere e proprie opere di fortificazione campale. Giulio Cesare annette grande importanza alle opere di fortificazione e preparazione del campo di battaglia così come ritiene altrettanto importante la distruzione delle opere di difesa nemiche; distruzione che veniva compiuta dai “fossores” il cui modo di operare li avvicina molto ai guastatori ed ai minatori. Infatti fra i bassorilievi della Colonna Traiana, in Roma, sono scolpiti militari, allora detti “fabri”, che effettuano lavori di rafforzamento degli accampamenti ma che concorrono anche alla loro difesa usando picconi e scuri, gli stessi arnesi impiegati nei lavori. E’, però, nel 55 a.C., in occasione della costruzione da parte delle Legioni romane del ponte sul Reno in soli 10 giorni, che vengono menzionati i “guastatores” (ossia i distruttori) e cioè gli operai militari che erano anche costruttori per eccellenza .

Successivamente, nel corso della storia, ritorna ancora il termine “guastatore” però bisogna arrivare al 1793 per parlare di nascita ufficiale della Specialità .

Infatti l’atto costitutivo del “Corpo dei Guastatori” voluto da Sua Maestà il Re di Sardegna , vede la luce a Torino il 21 gennaio 1793.

E’ un documento molto dettagliato ed estremamente interessante nel quale, fra l’altro, si legge :

Il Corpo dei Guastatori sarà comandato da un Colonnello, o Luogotenente Colonnello, e sarà composto di due Battaglioni di quattro Compagnie cadauno, ed ogni Battaglione avrà il suo Stato Maggiore, come da seguente Stato

Questo Corpo deve essere composto di gente forte, disinvolta e propria per il servizio di Guastatore, ed abile perciò ad ogni sorte di lavoro, alla costruzione di ponti sodi, di ponti di barche, a travagli da mina, a quelli di terra, e simili, e gli Ufficiali massimamente dovranno avere un’idea dell’Architettura Militare .

Autentiche azioni da guastatori sono compiute nel 1916, nella 1^ Guerra Mondiale, da militari del Genio provenienti da tutti i reparti, incorporati nella “Compagnia della Morte” , creata e comandata dall’allora Cap. Cristoforo Baseggio, definito”un eroe e un diavolo” . Essa va in azione il 20 luglio 1916, alla conquista della Caverna Lunga di Cima 3, sul Monte S.Michele, aprendo la strada ad un battaglione bersaglieri . Partecipa a diverse altre azioni distinguendosi sempre con atti di fulgido eroismo. Da una relazione di un ufficiale di artiglieria di un Gruppo da montagna assegnato in accompagnamento alla Compagnia della Morte leggiamo :

Ai provenienti dal Genio veniva affidato il compito di aprire varchi nei reticolati avversari, lanciando tra i paletti tubi pieni di gelatina esplosiva . Subito dopo si andava tutti all’assalto con fucili, baionette spesso usate come pugnali ; gli Ufficiali con le pistole e tutti con bombe a mano; la riuscita era affidata alla sorpresa ed all’impeto dell’attacco, appoggiato sino all’estremo limite di sicurezza dal tiro dei nostri cannoncini da montagna, che sparavano pochi palmi al di sopra delle teste degli attaccanti così da proteggerli e sostenerli sino a pochi metri dalle trincee avversarie . Questa azione di appoggio e protezione, però, non poteva essere svolta a favore degli arditi della Compagnia della Morte perché avrebbe annullato la sorpresa .

Questi “Arditi del Genio”, che non avevano avuto un preventivo specifico addestramento ma che agivano d’iniziativa, con decisione ed estrema audacia, possono dirsi senz’altro i precursori dei Guastatori del Genio della 2^ Guerra Mondiale .

E’ ad essi, infatti, ed ai “Genieri d’assalto” tedeschi che si ispira il Col. Steiner per svolgere, nel 1940, i corsi dei Guastatori del Genio nella Scuola di Campo dell’Oro a Civitavecchia.

Gli elementi del genio artieri vennero inviati alla Scuola Guastatori per esser addestrati al particolare compito di avvicinarsi alle opere fortificate nemiche, e collocare cariche esplosive nei punti più vulnerabili (feritoie, porte, botole), attendere l'esplosione a pochi metri di distanza e quindi, con l'appoggio di armi d'assalto (fucili d'assalto, mitragliatrici, lanciafiamme, mortai e bombe a mano), irrompere attraverso la breccia aperta. Condizioni necessarie per la riuscita dell'assalto erano: sorpresa, temerarietà, pianificazione, sincronizzazione e rapidità d'azione.

I reparti guastatori del Regio Esercito furono ordinati in  compagnie che successivamente vennero riunite in battaglioni. Elemento fondamentale era il plotone organizzato su due gruppi distruzione (ciascuno dotato di armamento individuale, bombe a mano, candelotti fumogeni, cariche allungate per aprire varchi e cariche speciali per la distruzione di feritoie e per il danneggiamento di cupole corazzate) e due gruppi sostegno (dotati di mitragliatrici e mortai da 45 mm.) Detto plotone era ritenuto capace di attaccare con successo un'opera dotata di 3-4 postazioni attive.[2]

Per le divisioni  paracadutisti e alpine furono costituiti, rispettivamente, battaglioni e compagnie guastatori speciali.

Costituisce uno degli sviluppi più giovani dell'Arma del Genio, e famoso grazie alle gesta del  31° Battaglione Guastatori a  Tobruk e a  El Alamein in Africa settentrionale durante la Seconda guerra mondiale, comandato dal maggiore  Paolo Caccia Dominioni, del 32º Battaglione Guastatori d'Africa e dell'VIII Battaglione guastatori paracadutisti. Erano chiamati anche pionieri d'arresto i cui compiti erano quelli della "posa e della difesa attiva dei campi minati a protezione dell'avanzata nemica". Nel 1942 furono costituiti i XXX e XXXI Battaglioni guastatori del Genio alpino.

Nel dopoguerra l'Esercito Italiano nel 1948 ha l’idea della creazione di una nuova specialità, i pionieri d'arresto e ne vengono creati cinque battaglioni. Nel 1972 il Genio Pionieri d’arresto viene trasformato in "guastatori d'arresto". Con la ristrutturazione dell'esercito del 1975 resta un solo reparto: il XXXI Battaglione Guastatori d’Arresto.

I Guastatori hanno la loro insegna fin dagli anni settanta, costituita dalla mostrina in formato ridotto dell'Arma poggiata su sfondo bianco e rosso tagliato in diagonale, con il rosso nella metà bassa e interna della mostreggiatura; nella parte alta campeggia la granata nera con 5 lingue di fiamma rosse sormontate da un gladio.

Nel 1986 ha luogo un nuovo riordinamento dell’Arma del Genio e si ha una moltiplicazione dei reparti guastatori. Si è quindi giunti alla recente introduzione nelle Brigate dell'Esercito di unità dell'Arma del Genio a livello di reggimento, in luogo delle preesistenti Compagnie Genio Guastatori. Alla specialità guastatori, si aggiungono ulteriori specializzazioni come i guastatori  alpini e i guastatori paracadutisti.


Fonti:

1. L. Lastrico - Le tradizioni militari dell'Arma del Genio (fino al 1914) - 1963;

2. Rivista Militare - L'Arma del Genio - 1980;

3. Manlio Leone - Articoli vari pubblicati su PRIMA LINEA, L'ARDITO D'ITALIA, IL GENIERE.

 

Per saperne di più sui Reparti e i Personaggi dei Guastatori.

I Reparti

La storia dei reparti dei Guastatori.

I Personaggi

I personaggi simbolici dei Guastatori.